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«Oggi
esistono molte forme diverse di trattamento completo con il Reiki
e questo può generare una certa confusione. Qual è
quella giusta? Non vi è certamente un unico sistema ottimale,
ma vari approcci validi; in ogni caso, anche se un determinato ordine
delle posizioni non consente di raggiungere i risultati migliori,
è sempre meglio dispensare l'energia vitale universale che
astenersi dal farlo. Tuttavia, applicando un trattamento concepito
con la necessaria competenza - invece di limitarvi a posare le mani
sulle varie zone del corpo - potete operare comunque con maggiore
efficacia. Naturalmente esiste anche la possibilità di usare
il Reiki in maniera intuitiva; nella maggior parte dei casi però,
bisogna prima imparare a farlo bene, perché percepire non
significa necessariamente intuire. Inoltre, il trattamento sistematico
di tutto il corpo costituisce altresì la base per un approccio
intuitivo.» |
Testo
estratto in modo integrale a scopo illustrativo dal libro "LO
SPIRITO DEL REIKI" di Walter Lübeck, Frank
Arjava Petter, William Lee Rand, Edizioni Mediterranee, Prima Edizione
italiana, 2003, pag. 173. |
«Presa
confidenza con la pratica dell'imposizione delle mani attraverso
le innumerevoli possibili posizioni e prestata particolare attenzione
a tutte le sensazioni che si sono via via manifestate, potete lasciarvi
andare sempre più a processi intuitivi, che non prevedono
calcolo alcuno e nemmeno la presenza della mente che dice che cosa
si debba fare. Con la pratica dell'amorevole ascolto, del silenzio,
della flessibilità, siete sempre più in mano di mani:
le mani, cioè diventano capaci di guidare le vostre posizioni
in modo del tutto intuitivo, al fine di ottimizzare l'efficacia
per il ricevente al di là di qualunque idea preconcetta -
e comunque egoica - possa emergere dalla mente.» (Dario Canil) |
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